Nozioni

Il vento, e come si misura

Diciotto chilometri orari non dicono niente a nessuno. «Foglie e piccoli rami si muovono visibilmente» lo dice a tutti: è la scala di Beaufort, ha duecento anni ed è ancora il modo migliore per capire un numero. Qui sotto c'è anche la rosa dei venti italiani, perché sul Carso il vento da nord-est ha un nome preciso.

Che cos'è il vento

Il vento è il movimento di una massa d'aria da un'area di alta pressione verso una di bassa pressione: un processo che avviene per ristabilire l'equilibrio fra le due. L'aria calda, meno densa, tende a salire; quella fredda, più pesante, scende. Da lì il flusso continuo.

Le forze che ne governano intensità e direzione sono quattro.

Forza di gradiente di pressione
Risultato della distribuzione non uniforme della pressione atmosferica: sposta l'aria dalle zone di alta pressione verso quelle di bassa.
Forza di Coriolis
Generata dalla rotazione della Terra, devia il vento verso destra nell’emisfero settentrionale e verso sinistra in quello meridionale, rendendolo curvilineo.
Forza centrifuga
Quando il vento segue un percorso curvo, come attorno a un sistema di bassa pressione, la forza centrifuga ne influenza la traiettoria.
Forza d'attrito
L'attrito con la superficie terrestre rallenta il vento e ne modifica la direzione: è più evidente vicino al suolo, dove edifici, alberi e colline fanno resistenza.

La velocità aumenta con l'altitudine, perché diminuiscono l'attrito con il terreno e gli ostacoli. Per questo lo misuriamo a dieci metri dal suolo, l'altezza convenzionale: a due metri, dove stai tu, è quasi sempre più debole.

Come lo classifichiamo

Nelle previsioni la parola che accompagna i km/h segue questa scala.

Assentemeno di 3 km/h
Deboleda 3 a 12 km/h
Moderatoda 13 a 30 km/h
Forteda 31 a 55 km/h
Molto forteda 56 a 75 km/h
Fortissimooltre 75 km/h

La scala di Beaufort

Francis Beaufort la scrisse nel 1805 per gli ufficiali di marina, che dovevano stimare il vento guardando il mare. Descrive gli effetti, non i numeri: per questo funziona ancora.

0Vento calmoIl fumo sale verticalmente.0–2 km/h
1Bava di ventoIl fumo si sposta leggermente dalla verticale.2–5 km/h
2Brezza leggeraIl vento è percepibile sulla pelle, le foglie iniziano a muoversi.6–12 km/h
3Brezza tesaFoglie e piccoli rami si muovono visibilmente.13–20 km/h
4Vento moderatoSi sollevano polvere e piccoli oggetti leggeri.21–29 km/h
5Vento frescoPiccoli alberi iniziano a oscillare.30–39 km/h
6Vento forteGli ombrelli diventano difficili da usare.40–50 km/h
7Vento molto forteCamminare controvento diventa faticoso.51–61 km/h
8Vento burrascosoI rami degli alberi iniziano a spezzarsi.62–74 km/h
9Vento tempestosoPossono verificarsi danni strutturali.75–87 km/h
10Vento da tempestaGravi danni a strutture leggere.88–101 km/h
11Vento violentoGravi danni agli edifici.102–116 km/h
12UraganoDevastazione anche delle costruzioni più resistenti.oltre 117 km/h

I venti italiani, uno per uno

La previsione dice «vento da nord-est». Sul Golfo di Trieste quello è la bora, e chi ci vive sa già che vuol dire raffiche a strappi e temperatura in calo; in Sardegna un vento da nord-ovest è il maestrale, e vuol dire cielo pulito e mare grosso. Sono gli otto nomi della rosa mediterranea, più il favonio, che è un caso a sé.

Tramontana da nord, 0°
Fredda e secca, scende dalle Alpi e dal continente. Porta cielo terso e temperature in picchiata: è il vento delle giornate invernali limpidissime, quelle in cui dalla pianura si vedono le montagne.
Grecale da nord-est, 45°
Freddo e spesso teso, arriva dai Balcani. Sull’Adriatico e sullo Ionio alza il mare in fretta; in inverno è il vento che porta la neve sul versante adriatico, fin quasi alla costa.
Bora da est-nord-est, sul Golfo di Trieste
La versione locale e violenta del grecale, incanalata fra il Carso e il mare. Arriva a raffiche che superano i cento chilometri orari e cambia intensità in pochi secondi: si dice «chiara» quando il cielo resta sereno, «scura» quando porta pioggia.
Levante da est, 90°
Umido e mite, viene dal mare. Sulla Liguria e sul Tirreno settentrionale porta nuvolosità bassa e mare lungo, con quel cielo grigio che non piove mai davvero.
Scirocco da sud-est, 135°
Caldo e carico di umidità, sale dal Sahara attraverso il Mediterraneo. Porta afa, foschia e la sabbia che si trova sulle auto la mattina dopo. In inverno scioglie la neve e alza l’acqua alta a Venezia.
Ostro da sud, 180°
Il mezzogiorno, caldo e umido. Raramente dura: di solito è la fase di passaggio prima che il vento ruoti a libeccio o a scirocco.
Libeccio da sud-ovest, 225°
Il vento delle mareggiate tirreniche. Umido e impetuoso, spinge onde lunghe sulle coste della Toscana, del Lazio e della Sardegna occidentale, e accompagna quasi sempre il passaggio di una perturbazione.
Ponente da ovest, 270°
Fresco e regolare, arriva dall’Atlantico. È il vento delle giornate ventilate di primavera, quello che pulisce l’aria senza portare freddo.
Maestrale da nord-ovest, 315°
Il vento dominante del Mediterraneo occidentale: freddo, secco e teso, scende dalla valle del Rodano e investe la Sardegna, la Corsica e il basso Tirreno. Lascia cielo pulito e mare formato, e in Sardegna piega gli alberi in direzione permanente.
Föhn (o favonio) da dalle Alpi verso la pianura
Non è una direzione, è un meccanismo: l’aria scavalca la catena, perde l’umidità sul versante sopravento e scende dall’altro lato asciutta e riscaldata. In poche ore la temperatura sale di dieci gradi, l’umidità crolla e il cielo diventa vetroso. In Piemonte e in Lombardia è ciò che spiega i venti gradi a gennaio.

Raffiche e direzione

Il numero che leggi nelle previsioni è la velocità media sui dieci minuti. La raffica è il picco istantaneo, e in genere sta fra una volta e mezza e il doppio della media: con vento moderato a 30 km/h le raffiche a 50 sono normali, e sono quelle che rovesciano l'ombrellone, non la media.

La direzione, per convenzione, è sempre quella da cui il vento proviene, non quella verso cui va: «vento da nord» significa che soffia dal nord verso di te. È il contrario di come si indicano le correnti marine, e genera più equivoci di qualunque altro dato di una previsione.

Sopra il mare e in cresta il vento è quasi sempre più forte del valore previsto per il paese a fondovalle: la misura convenzionale è a dieci metri dal suolo in campo aperto, e la città, con i suoi palazzi, frena molto più di un molo.

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